domenica 24 marzo 2019

La ragazza della fontana di Antonio Benforte / Scrittura & Scritture Editore




Un libro molto bello...
La ragazza della fontana di Antonio Benforte, pubblicato recentemente dalla casa editrice Scrittura & Scritture mi è veramente piaciuto, riesce a coniugare il romanzo di formazione con una storia piena di suspense e ricca di colpi di scena.

Posso dire che in questa pagine ho ritrovato tutta la freschezza e l'atmosfera dell'adolescenza, miscelata ad una trama potente, capace di attrarre con sè il lettore fino alla fine.

Ad inizio lettura si comprende subito che il protagonista del romanzo sta cominciando a raccontare una storia densa e profonda, ci parla infatti di quello che accadde in un momento particolare della sua vita, quando tutto cambiò per davvero. Perchè la vita fa così, non ti chiede il permesso per trasformarti in un uomo.
Il personaggio principale è lui: un ragazzino che vive in quella terra di mezzo chiamata adolescenza, dove le luci e le ombre sono molto nette e hanno un forte contrasto, eppure racchiudono la capacità di trasformarsi in uno splendido chiaroscuro.

Ero rimasto quasi impassibile a tutte le cose che mi erano successe quell'estate: alla morte, all'amore, alla paura di diventare grandi che di colpo ci aveva attanagliati tutti. Ma questo scambio di battute secche e malvagie con Luca aveva aperto una voragine nel mio stomaco, facendomi male, in un modo che non  avevo mai provato prima. Il mio migliore amico, o quello che avevo considerato tale fino a quel momento, mi aveva vomitato addosso una rabbia e un rancore inspiegabili.
Ero tramortito. Finì l'ora di lezione e anche l'intero giorno di scuola senza che io riuscissi a dire un'altra sola parola.
cit. pag.121

Sullo sfondo della trama sta un paese piccolo, chiuso e raccolto in sè stesso, direi quasi un perfetto stereotipo di molte realtà italiane. Un paese che non sa accettare il diverso, che risponde con sguardo freddo e distante alle tragedie personali.

Un paesino di persone fredde e povere nell'animo, di quelli in cui ci si conosce tutti, in cui la gente mormora e da cui i ragazzi con un briciolo di cervello scappano appena compiuta la maggiore età.
Io questo l'ho capito un pò alla volta, e solo dopo quell'estate del '94 ho deciso di tagliare definitivamente i ponti con tutti. Anche se ero ancora troppo piccolo, solo quindici anni, avevo già dentro di me l'esigenza di fuggire via.
cit.pag. 12

Il libro ci regala un finale colmo di  suspense che tiene letteralmente incollato il lettore agli avvenimenti e quando si arriva all'ultima pagina e si chiude il libro, lo si fa con un senso di soddisfazione, convinti di avere partecipato a una bella storia.

Ringrazio moltissimo la casa editrice Scrittura & Scritture per avermi inviato in omaggio questo libro.




Come comincia:

Per nulla al mondo avrebbe rottamato la sua vecchia auto comprata con mille sacrifici nell'estate del 1981, la più calda di tutto il decennio. Almeno così la ricordano ancora oggi in molti, giù in paese.
Continuava con parecchie difficoltà a metterla in moto ogni mattina - sempre se non restava chiuso in casa a fissare i libri sugli scaffali o a leggere qualche pagina di un volume a caso, lontano da tutti - e a usarla come se il tempo non avesse infierito per nulla sulla sua carrozzeria. 
Come se non si trattasse, ormai, di un catorcio senza alcuna speranza. Il suo era una specie di rituale: girava la chiave nell'interruttore e partiva, nonostante il cambio sempre più duro, il finestrino bloccato a metà dal lato passeggero - con la pioggia che entrava d'inverno, la polvere e  il vento torrido che soffocavano l'aria d'estate - e l'odore di terra bagnata emanata dalla tappezzeria mezza ammuffita dei coprisedili...
Incipit


Come finisce :

Se esiste qualche sorta di giustizia divina, sarò uno stupido, ma io sono qui che l'aspetto ancora.
Excipit



Nessun commento:

Posta un commento